COMUNICATO STAMPA
Precisazioni in merito all'operazione di fusione per incorporazione di Marco Polo Holding S.r.l. in SAVE S.p.A.
A fronte delle notizie apparse oggi in alcuni articoli di stampa in merito alle posizioni di Comune e Provincia relativamente all'operazione di fusione per incorporazione di Marco Polo Holding S.r.l in SAVE, la Società desidera sottolineare che:
– l'operazione di fusione inversa che il Consiglio di Amministrazione sottoporrà agli Azionisti nell'Assemblea convocata per l'1 ottobre 2012 in prima convocazione e per il 3 ottobre in seconda convocazione avviene ad oltre un anno dalla comunicazione del luglio 2011 con cui Finanziaria Internazionale Holding S.p.A. (capogruppo di Marco Polo Holding Srl) ha annunciato all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di aver acquisito il controllo su SAVE, comunicazione cui è seguita la decisione della stessa Autorità di non avviare istruttoria ex art. 16 comma 4 della legge 287/1990, il tutto senza causare nell'anno trascorso da questi eventi alcuna reazione da parte dei soci Comune e Provincia di Venezia;
– l'operazione non incide ovviamente sull'entità assoluta della partecipazione dei soci pubblici (in particolare di Comune e Provincia di Venezia) di SAVE, che rimane identica pre e post operazione (complessivamente pari al 26,385% del capitale sociale) e lascia sostanzialmente immutato (con un decremento dal 14,814% al 14,469% ca. per il Comune di Venezia e dal 12,911% al 12,611% ca. per la Provincia di Venezia) il potere di voto in assemblea di tali soci.
L'operazione consente di semplificare la catena di controllo (eliminandone un anello), incrementando la trasparenza sulla struttura del Gruppo e facilitando i rapporti con il mercato anche sotto il profilo della raccolta dei capitali di rischio.
Attraverso tale operazione viene perseguito l'interesse sociale nel breve termine, consentendo di monetizzare le azioni proprie in portafoglio ad un valore superiore sia al valore medio di carico sia a quello di mercato (con un differenziale complessivo rispetto a quest'ultimo di segno positivo ad oggi per circa Euro 1,4 milioni).
Nel medio/lungo termine, l'operazione permette a SAVE di mantenere sostanzialmente inalterata la sua struttura patrimoniale e finanziaria e quindi la propria capacità di porre in essere gli investimenti necessari per l'esercizio e lo sviluppo dei progetti di investimento.
Inoltre, l'operazione crea valore per gli azionisti diversi dall'azionista di maggioranza con il riconoscimento di un beneficio patrimoniale immediato attraverso la distribuzione di un “extradividendo”, subordinato all'approvazione del progetto da parte dell'Assemblea.
L'operazione si configura come “operazione con parti correlate” e quindi come tale, in conformità a quanto previsto dalla normativa, è stata studiata ed approfondita, oltretutto con il supporto di advisor esterni, da parte del “Comitato parti correlate” composto esclusivamente da amministratori indipendenti (tra cui un amministratore eletto nella lista di minoranza espressione di Comune e Provincia di Venezia) che hanno espresso unanimemente un parere favorevole.
L'operazione, inoltre, è stata approvata all'unanimità da parte del Consiglio d'Amministrazione di Save e quindi anche con il voto favorevole di entrambi gli amministratori tratti dalla lista presentata da Comune e Provincia di Venezia.
Si tratta di un'operazione trasparente e premiata dal mercato con giudizi assolutamente positivi anche da importanti analisti finanziari quali Equita (“The deal has a positive impact of +3% on our valuation thanks to the valorisation of treasury shares higher than market prices and to a slight releverage effect” In italiano “l'operazione ha un impatto positivo del 3% sulla nostra valutazione del titolo grazie alla valorizzazione delle azioni proprie più alto del prezzo di mercato e un alquanto ridotto effetto sulla leva finanziaria”), Banca IMI ed Aletti Bank che ne hanno confermato la bontà .
Alla luce di tali rilievi, alcune delle posizioni riportate dalla stampa relative ai dubbi di Comune e Provincia sull'operazione appaiono prive di fondamento.
È giusto sottolineare come la mancata approvazione dell'operazione comporterebbe il mancato incasso da parte di Comune e Provincia di Venezia di un dividendo di quasi 6,5 milioni di Euro che potrebbe essere utilizzato per i fini istituzionali di tali Enti e quindi in favore di un territorio che tanto necessita di risorse per lo sviluppo.
In definitiva quindi:
– l'operazione crea valore per la Società e per i suoi azionisti, lasciando del tutto immutata la percentuale di partecipazione al capitale di SAVE da parte di Comune e Provincia di Venezia e non alterando sostanzialmente il potere di voto nell'assemblea di SAVE degli stessi soci;
– il voto contrario distrugge valore per tutti: non solo per l'azionista di maggioranza ma anche per Comune, Provincia e per tutti gli investitori, tra i quali numerosi nostri concittadini che hanno creduto nel progetto di SAVE a partire dall'ormai lontano 25 maggio 2005 giorno in cui il titolo SAVE ha debuttato in Borsa.
Contact: Barabino & Partners SAVE S.p.A.
Ferdinando De Bellis Federica Bonanome
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